Osteoporosi.ch - Ossa: Evoluzione della massa ossea

Ossa: Definizioni - Evoluzione della massa ossea - Metabolismo del calcio

Durante la fase di crescita l’apposizione ossea supera il riassorbimento, così che il bilancio osseo è positivo fino all’età di 20-22 anni per le donne e 24-25 anni per gli uomini, portando ad un continuo incremento della massa ossea, fino a raggiungere il picco di massa ossea, che rappresenta il capitale osseo di partenza di cui ognuno dispone. Si ritiene che il picco di massa osseo sia determinato nella misura del 70% da fattori genetici. A partire da questo momento il bilancio diventa lentamente negativo portando nel corso degli anni ad una continua perdita ossea. Questo fenomeno subisce un’improvvisa impennata nelle donne negli anni che seguono la menopausa, mentre è più regolare negli uomini. Quest’ultimi raggiungono solitamente un capitale osseo maggiore e subiscono una perdita minore nel corso della vita, ciò che spiega, almeno in parte, la minor incidenza di osteoporosi nel sesso maschile.

Massa ossea in funzione dell'età

Numerose malattie o disfunzioni possono far raggiungere un picco di massa ossea inferiore alla media  o incrementare la velocità della perdita ossea. Nella fase senile l’osso è inoltre più soggetto a questi influssi in ragione dell’inattività, della regressione della muscolatura scheletrica, della carenza di calcio e vitamina D spesso associata.

La distinzione tra osteoporosi, come definita attualmente ed involuzione ossea fisiologica in età senile è piuttosto fluida. Così 50% circa degli ultra-ottantenni presentano una rarefazione ossea qualificabile di osteoporosi se si usano unicamente i criteri basati sulla misura della densità ossea. Ciò non significa comunque che tutti necessitano una terapia.

Con la speranza di vita attualmente raggiunta nei paesi civilizzati, l’osso è dunque sottomesso molto più a lungo ad un fenomeno di involuzione che non all’inizio del secolo, quando la speranza di vita superava di poco l’età della menopausa. Si può dunque facilmente immaginare come l’osteoporosi non rappresentasse un problema numericamente importante agli inizi del Novecento.

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© Dr. P. Pancaldi, aggiornato  il 14.12.2008 17:27:46